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I Maritati altro non sono che l’incontro tra minchiareddhi, ossia piccoli cannoncini, e orecchiette, e potete trovarli come al solito nel mio shop, e per via della loro forma sono perfetti per racchiudere il sapore e la cremosità della conserva della caponata . Scalogno, zucchine, peperoni secchi, passata di pomodoro e quel pizzico di peperoncino, rigorosamente tutto senza additivi[…]

Il Negroamaro (scritto anche negro amaro[1] e negramaro) è un vitigno a bacca nera coltivato quasi esclusivamente in Puglia, in modo particolare nel Salento. L’origine del nome secondo alcuni non è altro che la ripetizione della parola nero in due lingue: niger in latino e μαύρο (traslitterato mávro)[2] in greco, da cui il dialettale màru. Secondo altri deriverebbe invece dal colore molto scuro degli acini e dal sapore amaro del vino[3]. È uno dei principali vitigni[…]

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I Maritati altro non sono che l’incontro tra minchiareddhi, ossia piccoli cannoncini, e orecchiette, e potete trovarli come al solito nel mio shop, e per via della loro forma sono perfetti per racchiudere il sapore e la cremosità della conserva della caponata . Scalogno, zucchine, peperoni secchi, passata di pomodoro e quel pizzico di peperoncino, rigorosamente tutto senza additivi[…]

Il Negroamaro (scritto anche negro amaro[1] e negramaro) è un vitigno a bacca nera coltivato quasi esclusivamente in Puglia, in modo particolare nel Salento. L’origine del nome secondo alcuni non è altro che la ripetizione della parola nero in due lingue: niger in latino e μαύρο (traslitterato mávro)[2] in greco, da cui il dialettale màru. Secondo altri deriverebbe invece dal colore molto scuro degli acini e dal sapore amaro del vino[3]. È uno dei principali vitigni[…]

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Il Negroamaro (scritto anche negro amaro[1] e negramaro) è un vitigno a bacca nera coltivato quasi esclusivamente in Puglia, in modo particolare nel Salento. L’origine del nome secondo alcuni non è altro che la ripetizione della parola nero in due lingue: niger in latino e μαύρο (traslitterato mávro)[2] in greco, da cui il dialettale màru. Secondo altri deriverebbe invece dal colore molto scuro degli acini e dal sapore amaro del vino[3]. È uno dei principali vitigni[…]